«La realtà è che in Siria una soluzione possibile è “alla libanese”, con un presidente, un premier e un capo del Parlamento selezionati secondo una distribuzione delle cariche tra maggioranze e minoranze. Come non sono da escludere alternative federali per le zone curde o alauite. Ci vorrà molta fantasia per rimettere in piedi un Paesi in frantumi. Libano ed Egitto potrebbero essere favorevoli a questa via di uscita».