Cinema Amore Mio

Da FF a Mokum Cinema Amore Mio e La Cabina di Proiezione

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Lo scopo di questo post, altruistico e filantropico, è quello di avvertire come The Marvelous Mrs. Maisel sia, sotto tutti i principali aspetti, la serie tv più riuscita e gradevole in circolazione https://slowfilm.blog/2019/03/10/la-fantastica-signora-maisel-stagioni-1-e-2-amy-sherman-palladino-2017-2018/

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La prima serie o la seconda?

 ‎· Braga
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Le ho da qualche settimana finite entrambe. Come si accenna nel pezzo, la seconda per alcuni versi l'ho trovata anche migliore della prima.

 ‎· Giuseppe Marino
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La Favorita, Yorgos Lanthimos. Per chi avesse voglia di vedere un film, invece di un videogioco di cui non si ha il controller https://slowfilm.blog/2019/02/09/la-favorita-2018-recensione-cinema-yorgos-lanthimos-trova-respiro-piu-ampio/

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#Polar, Mads Mikkelsen non basta. Il nuovo film #Netflix finge di voler essere spinto e cattivo, ma è una raccolta di cliché che conserva un rassicurante pudore, e non riesce a trovare una dimensione che non sia puramente consumista https://slowfilm.blog/2019/02/03/polar-jonas-akerlund-2019-quando-mikkelsen-non-basta/

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Ida (Paweł Pawlikowski) si svolge in un numero contenuto di quadri e situazioni, è un film spesso silenzioso che si racconta attraverso l’incontro di immagini essenziali, malinconiche, perfettamente limate. Un viaggio nella storia, nella memoria e nella sua elaborazione, e nel passato e il presente di due donne, alle prese con scelte possibili e scelte, in maniera più o meno consapevole, irrimediabilmente subite https://slowfilm.blog/2019/01/27/ida-pawel-pawlikowski-2013-recensione/

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#Suspiria, Luca Guadagnino. Zoom e movimenti di macchina a effetto, tagli netti, una costruzione della storia da un lato semplicistica e dall’altro inutilmente contorta, sono la parte più evidente di un film in cui è difficile trovare qualcosa di autentico https://slowfilm.blog/2019/01/26/suspiria-luca-guadagnino-2018-recensione/

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The House that Jack Built - La casa di Jack, ultimo film di Lars von Trier, è un'opera enciclopedica, ma dal respiro corto, concentrata soprattutto sulla creazione di una visione antologica dei temi e le opere del regista https://slowfilm.blog/2019/01/19/la-casa-di-jack-the-house-that-jack-built-lars-von-trier-2018/

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bruno ganz dell'atalanta?

 ‎· yespa
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My Summer of Love è un film del 2004 di Paweł Pawlikowski, autore di Cold War. Una storia d'amicizia e d'amore fra due ragazze nell'estate dello Yorkshire, raccontata misurando i conflitti e le rivelazioni, costruendo sensazioni senza imporle né spiegarle, componendo una trama equilibrata di indizi, di frammenti di vita e di scoperte https://slowfilm.blog/2019/01/20/my-summer-of-love-recensione-pawel-pawlikowski-2004/

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Ralph Spacca Internet con meno ispirazione di quando spaccava Tutto. Il nuovo Disney abbozza un'allegoria della rete accurata nell'animazione, ma ferma a una serie di spunti abbastanza ovvi, riempiendo il vuoto con un citazionismo che è diventato il vero soggetto di molti film scatolone https://slowfilm.blog/2019/01/13/ralph-spacca-internet-recensione-meno-ispirato-di-quando-spaccava-tutto/

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Sicario era la dimostrazione di come un bel film d’autore, con le sue lentezze e le sue ombre, potesse avere anche la forma di un film d’azione. #Soldado è la dimostrazione di come rallentare un brutto film d’azione non sia sufficiente a renderlo un film d’autore https://slowfilm.blog/2019/01/06/sicario-day-of-the-soldado-stefano-sollima-2018/

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Si può andare a vedere Il Ritorno di Mary Poppins aspettandosi che i giovani spettatori si divertano, ballino e cantino? Sicuramente sì. Si può giudicare un film tralasciando come sia la copia piuttosto svogliata di cinema preesistente? Secondo me no. https://slowfilm.blog/2019/01/04/ritorno-mary-poppins-rob-marshall-2018-recensione-film-gradevole-ma-solo-variazione-sul-tema/

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Top ten 2018 – i dieci film e le dieci serie migliori dell’anno. La classifica dei film 2018 non è stata semplice, perché da una parte nessun titolo ha sovrastato gli altri, né è riuscito a entrare nel numero ristretto delle ossessioni cinematografiche; dall’altra sono molti, e di ogni genere, i film di buon livello che sono riuscito a vedere. Insomma, non sapevo chi mettere per primo e alcuni ho dovuto lasciarli fuori dalla lista solo per questioni di spazio. Alla fine il primo posto è andato al film che con più probabilità rivedrò, che nella sua antologica discontinuità ha alcune delle immagini più originali dell’anno, che ha Tom Waits che canticchia nel bosco, e che è firmato dalla coppia di autori che (anche) negli ultimi anni ha regalato moltissima bellezza. I Coen se la sono giocata fino all’ultimo con P. T. Anderson, che invece ha firmato il film più compiuto, impreziosito dall’ultima performance di Daniel Day-Lewis. Hanno vinto i campi lunghi contro gli interni. https://slowfilm.blog/2018/12/31/top-ten-2018-i-dieci-film-e-le-dieci-serie-migliori-anno-top10-recensioni/

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La passione di Cold War racconta il viaggio e il cambiamento come forme di radicamento, una storia d'amore che trova nella costruzione di una distanza insormontabile un'invincibile forza drammatica https://slowfilm.blog/2018/12/30/cold-war-pawel-pawlikowski-recensione-2018-distanza-invincibile-forza-drammatica/

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Roma di Alfonso Cuaron ha uno sguardo dal respiro letterario che racconta con durezza e gentilezza https://slowfilm.blog/2018/12/27/roma-alfonso-cuaron-2018-recensione-sguardo-letterario-racconta-durezza-gentilezza/

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Con Troppa Grazia Gianni Zanasi non riesce a ripetere il miracolo di scrittura di Non Pensarci. Anzi, regia e fotografia spesso eccellenti, sembrano slegati rispetto a un intreccio e dei dialoghi prevedibili e svogliati https://slowfilm.blog/2018/12/16/troppa-grazia-gianni-zanasi-2018-recensione-miracolo-non-arriva/

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Qualcuno Salvi il Natale e Mowgli: Netflix propone un Kurt Russell Babbo Natale che guarda a Elvis, e un solido Libro della Giungla con animali primordiali e feriti https://slowfilm.blog/2018/12/09/film-natale-dove-vederli-qualcuno-salvi-natale-mowgli-figlio-giungla-recensione/

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HOLY SHIT https://www.youtube.com/watch?v=hA6hldpSTF8

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chi regge 4 mesi e mezzo?

 ‎· Nick
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Nell'origine del cinema c'è inevitabilmente anche la sua avanguardia. I Coen, nel loro ritorno al western, si prendono ampie libertà nell'inseguire storie apparentemente minori - che definiscono i momenti più universali e umani -, oppure nello spingere fino alla caricatura i luoghi più frequentati del genere. Ad ogni modo, difficilmente potrà capitarvi fra le mani qualcosa di meglio da vedere https://slowfilm.blog/2018/11/25/la-ballata-di-buster-scruggs-recensione-joel-ethan-coen-2018/

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The Other Side of the Wind (Orson Welles) è un’esperienza autenticamente lisergica, come può esserlo solo un film che viene da quegli anni lì, è il caos in cui il cinema nasce e muore. È cinema nel cinema, ancora nel cinema, sul cinema, sulla vita nel cinema, sul cinema incompiuto e la vita che aspira a esserlo ma per alcune leggi biologiche non può permettersi tanto, altro. https://slowfilm.blog/2018/11/18/the-other-side-of-the-wind-orson-welles-2018-caos-cinema-nasce-muore-recensione/

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Il Ragazzo più Felice del Mondo. Una storia vera raccontata da una sgangheratissima troupe formata, oltre che dallo stesso Gipi, da un fonico spesso in campo e costantemente malaticcio (Davide Barbafiera), un amico nichilista (Gero), un aiutante estremamente sensibile, precedentemente pagato in visibilità da un call center (Francesco Daniele), un cameraman che in quanto tale esiste ma non si esprime https://slowfilm.blog/2018/11/17/ragazzo-piu-felice-mondo-gipi-pacinotti-recensione/

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Su Netflix due ottime serie "per grandi e piccini". Hilda è una sorta di incontro fra i Peanuts e Miyazaki, Over the Garden Wall ai riferimenti al maestro giapponese aggiunge la bizzarra inquietudine delle Silly Symphonies. Entrambe sono fra le cose migliori in circolazione, anche in mancanza di un giovane alibi https://slowfilm.blog/2018/11/03/hilda-e-over-the-garden-wall-due-serie-per-bambini-sono-fra-le-cose-migliori-che-possa-incrociare-un-adulto/

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Cervantes, oggi, con ogni probabilità scriverebbe il suo Terry Gilliam. L'uomo che Uccise Don Chisciotte non potrà mai competere, in unicità e grandezza, con le disavventure che in venticinque anni hanno accompagnato la sua produzione. Ma il film, alla fine, c’è, e tutto sommato è uno dei Gilliam migliori degli ultimi anni https://slowfilm.blog/2018/10/21/luomo-che-uccise-don-chisciotte-terry-gilliam-2018/

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Piccola storia triste:
ieri ho visto la versione for dummies di "Ghost in the Shell"

Piccola storia triste:
ieri ho visto la versione for dummies di "Ghost in the Shell"

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Sulla Mia Pelle è la rappresentazione di una vita che si dissolve. È il corpo di Stefano Cucchi, prima devastato e poi gettato in un buco, un corpo considerato qualcosa da contenere, osservare, qualcosa su cui operare, senza che sia mai riconosciuto come persona. È la storia di una violenza fisica che si insinua e si spande come una malattia: un organismo parte di un sistema più ampio, aggredito da cellule impazzite. https://slowfilm.blog/2018/10/06/sulla-mia-pelle-alessio-cremonini-2018/

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Non ho ancora avuto il coraggio di vederlo

 ‎· Angelo Ghigi
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@aghigi: pure io vorrei vederlo ma non ne ho il coraggio.

 ‎· Yoshiniski
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È comprensibile

 ‎· Giuseppe Marino
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Lazzaro Felice vive, fino a un certo punto, di rughe contadine e vedute aeree sui calanchi, rughe argillose che solcano la colline. Trova un fragile equilibrio documentario e poetico nel racconto di una realtà rurale dove i contadini, giovani e anziani, donne e uomini, lavorano ogni giorno fino a riempire completamente le proprie vite. Diventa, poi, una parabola confusa e meccanica, che purtroppo rende sterili le sue stesse premesse. https://slowfilm.blog/2018/09/30/lazzaro-felice-recensione-alice-rohrwacher-2018/

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Solo - a Star Wars story prende molto dall'immaginario western e propone un’azione non (troppo) confusionaria, quasi classica, ha delle idee di design migliori dei suoi predecessori, azzecca almeno un paio di personaggi femminili (uno in forma di giovane guerriera, l’altro di robot), e per Chewbecca un’entrata in scena che non sarebbe dispiaciuta a Marlene Dietrich https://slowfilm.blog/2018/09/22/solo-a-star-wars-story-recensione-ron-howard-2018/

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