Cinema Amore Mio

Da FF a Mokum Cinema Amore Mio e La Cabina di Proiezione

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Solo - a Star Wars story prende molto dall'immaginario western e propone un’azione non (troppo) confusionaria, quasi classica, ha delle idee di design migliori dei suoi predecessori, azzecca almeno un paio di personaggi femminili (uno in forma di giovane guerriera, l’altro di robot), e per Chewbecca un’entrata in scena che non sarebbe dispiaciuta a Marlene Dietrich https://slowfilm.blog/2018/09/22/solo-a-star-wars-story-recensione-ron-howard-2018/

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Per vedere un buon film, spesso, occorre vedere un piccolo film. Lucky è un piccolo film, una ballata intima e vitale, che ruota attorno alla figura di Harry Dean Stanton, uno degli attori feticcio di David Lynch e celebre caratterista, qui in un ruolo da assoluto protagonista https://slowfilm.blog/2018/09/08/lucky-john-carroll-lynch-2017-lultima-ballata-di-harry-dean-stanton/

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Tutte le storie sono state raccontate. Chi vuole continuare a raccontare storie, per dare loro un senso, deve aver voglia di trovare il modo giusto. Sean Baker, con The Florida Project, riesce a farlo https://slowfilm.blog/2018/07/29/the-florida-project-un-sogno-chiamato-florida-sean-baker-2017/

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Hostiles - Scott Cooper. Il western, come la fantascienza, è un genere nobile, adatto a svolgere più o meno ogni discorso. Hostiles, la nuova epopea pionieristica con Christian Bale, non trova, invece, la sua cifra. Vuole essere un western contemporaneo, ma finisce solo per snaturare il discorso classico, inquinando entrambi i mondi https://slowfilm.blog/2018/07/28/hostiles-ostili-scott-cooper-recensione-molta-violenza-film-innocuo/

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Ho avuto la stessa impressione un paio di mesi fa, tanto da far fatica a ricordarmi il finalino zuccheroso. In compenso, andando indietro nel tempo, avevo apprezzato The Homesman, dove i cattivi son cattivi e i buoni dei poco di buono

 ‎· MisterQ 1
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Mammamia, che finalaccio terribile. Fra l'altro in modo completamente inutile. [Spoiler] Se volevi proprio (ri)creare la famiglia americana, rendere un figlio a lei e redimere lui, mettili direttamente assieme, che senso ha tutta la scenetta finale? Se volevi fare il nichilista (ma s'era capito da tempo che la cifra del film non è quella), allo stesso modo, chiudi su un primo piano o un campo lunghissimo e ciao. Il problema grosso di questo film è proprio che è un insieme di cliché diluiti in un sacco di morti ammazzati. The Homesman invece non l'ho visto, lo recupererò. Fra i western recenti, ho trovato interessante Meek's cutoff.

 ‎· Giuseppe Marino
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La perdita di Dogman, l'arte di Igort, il design di Anderson, e altre cose che avrei voluto scrivere https://slowfilm.blog/2018/07/21/cose-che-avrei-voluto-scrivere/

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Ho visto Vaiana. Bellino. Adesso sono 5 giorni che ho The Rock che mi canta in testa "You're welcome", mannaggia a lui.

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C'è, finalmente, tanto cinema in The Death of Stalin. Armando Iannucci dirige e scrive un film dagli equilibri attenti, tocca momenti di pura comicità ed eventi realmente drammatici, lasciando che ognuno legittimi e rinforzi l’altro. Una commistione di toni e contenuti che da tempo non passava sullo schermo con tanta spontaneità, facendo ritrovare il piacere della visione. https://slowfilm.blog/2018/06/24/the-death-of-stalin-armando-iannucci-2017-finalmente-ce-molto-cinema/

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Nelle Pieghe del Tempo. Se si convive con dei figli minorenni, si può essere tentati da qualsiasi pellicola possa offrire un sano pomeriggio cinematografico, ma questa lasciatela stare. Produzione Disney che parla di genitori distanti, bambini insicuri, bullismo, adozione, rapporti tra fratelli, spiagge affollate, fiducia in sé stessi, bellezza della natura, bruttezza della cattiveria e molto altro. Parla di tutto questo malissimo, anzi senza parlarne realmente https://bit.ly/2sIZN9s

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La Truffa dei Logan. L'Oceans 11 in salsa redneck ha i suoi momenti, ma racconta una rapina macchinosa senza darci la voglia di rimettere assieme i pezzi https://slowfilm.blog/2018/06/05/logan-lucky-la-truffa-dei-logan-steven-soderbergh-2017/

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LORO 2. Gli spunti introdotti nel primo episodio si concludono sostanzialmente lì, mentre questa seconda frazione estrapola frasi ed eventi “storici” e pubblici, riportandoli in confronti privati. Luoghi ormai comuni, trasfigurati nell'esuberanza del cinema di Sorrentino, che purtroppo non riesce a dare a questi luoghi una forma indipendente, e far dimenticare le origini spossanti dei suoi testi https://slowfilm.wordpress.com/2018/06/03/loro-2-paolo-sorrentino-recensione/

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e quindi

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LORO1 dipinge un empireo, una colorata selezione di sguaiate figure ultraterrene dalle denominazioni astratte, mette in scena dei ruoli che possono essere ricoperti da persone diverse, ma che devono necessariamente esistere in quanto funzioni e oggetti del desiderio per chi, invece, rimane invisibile. Loro, quelli che contano, Lui, il nutrimento a cui tutti guardano, Dio, un fantasma che disperde i suoi fluidi, e altri semidei, nudi, plastici, assurdi, affamati https://slowfilm.blog/2018/04/30/loro-1-paolo-sorrentino-2018-una-recensione-politica/

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Su Netflix continua a stiracchiarsi la saga Cloverfield, attraverso un espediente molto postmoderno che rende il marketing cinematografico più creativo del cinema stesso, specialmente se il cinema in questione è Cloverfield Paradox. Intanto Alexander Payne, con Downsizing, continua a voler sembrare al tempo stesso dissacratorio ed elegante, senza riuscire in nessuna delle due cose https://slowfilm.blog/2018/04/15/fantascienza-a-basso-rendimento-cloverfield-paradox-downsizing-recensione/

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Downsizing parte carino e gradevole ma finisce di un MEH.

 ‎· Stefigno 2
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Infatti, l'idea di downsizing mi piaceva molto, ma boh, si perde per strada.

 ‎· Brixie
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Con le giuste 'dinamiche' si sarebbe potuta fare anche una serie su questo concept. :)

 ‎· Stefigno
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È morto Isao Takahata, genitore dello Studio Ghibli e di splendide, intime pagine del cinema d'animazione. Il suo ultimo lavoro, La Storia della Principessa Splendente, è una delle favole più belle di sempre, un incontro prezioso fra arte e narrazione, spiritualità e umanità https://slowfilm.blog/2015/02/22/la-storia-della-principessa-splendente-isao-takahata-2013/

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Qualche film agile e piuttosto divertente: Smetto quando voglio masterclass + ad honorem, film italiani ben scritti e diretti, e Paddington 2, intrattenimento familiare di livello. In foto, un orsetto dallo sguardo austero. https://slowfilm.blog/2018/04/04/qualche-film-agile-e-piuttosto-divertente-smetto-quando-voglio-masterclass-ad-honorem-paddington-2-recensione/

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Grassa produzione Netflix, Annientamento di Alex Garland, sgargiante mutante e citazionista, è un film che riesce a dare forma a molte inquietudini. Offre più di tanti altri sia sul campo visivo che su quello concettuale, trovando un compromesso tutto sommato accettabile fra ricerca e luoghi conosciuti (3,5/5) https://slowfilm.blog/2018/03/25/annientamento-annihilation-recensione-alex-garland-2018/

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Il racconto dell’incontro tra due persone, lo stilista della Londra aristocratica degli anni ’50 Reynolds Woodcock e la cameriera Alma, prima che una storia d’amore, è la storia della lotta a quel che di sé si percepisce come più intimo; dell’attacco, sempre meno inconsapevole, a una vita di scelte consequenziali, dettate dall’adattamento alle influenze e le aspettative delle persone e ai luoghi in cui si è nati e cresciuti https://slowfilm.blog/2018/03/11/il-filo-nascosto-phantom-thread-recensione-anderson-2017-la-realta-in-un-abito-artificiale/

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OH MY GAWD

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http://therealstanlee.com/mark-hamill-might-be-up-for-a-role-in-guardians-of-the-galaxy-vol-3/

 ‎· the Wolverine
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Un problema de La Forma dell’Acqua è che, a citare gli stili e i film a cui assomiglia, si può avere un’idea abbastanza precisa di che cosa si tratti. Senza neanche doverlo vedere. https://slowfilm.blog/2018/02/24/la-forma-dellacqua-2017-recensione-del-toro/

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Sta girando Manifesto di Julian Rosefeldt, con tredici diverse Cate Blanchett. Un testo composto da passi di diversi manifesti culturali, un film autentico, non semplicemente meta artistico, con una lavoro di regia e ricerca fotografica come non si vedeva da tempo. Io ve l'ho detto. https://slowfilm.blog/2017/07/09/manifesto-julian-rosefeldt-2015-cate-blanchett-si-moltiplica-e-plasma-le-definizioni-dellarte/

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Belli Chiamami col tuo Nome e I, Tonya, riuscito Lady Bird, onesto Borg McEnroe, diamine Malick con Voyage of Time. Cose di sentimenti, rabbia, sport, cose mollicce, insomma un sacco di cose https://slowfilm.blog/2018/02/10/chiamami-col-tuo-nome-lady-bird-borg-mcenroe-i-tonya-voyage-of-time/

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Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Attraverso la scrittura ricca di McDonagh racconta diverse declinazioni del dolore e della rabbia, senza lasciare molto spazio all'interpretazione. Anche La Ruota delle Meraviglie mette al centro scrittura e racconto, con cui Allen plasma ancora il cinema nella sua forma più poetica. https://slowfilm.blog/2018/01/21/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-la-ruota-delle-meraviglie-recensione/

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The Killing of a Sacred Deer: l'ultimo film di Lanthimos non è a fuoco quanto i precedenti, ma l'autore greco continua a offrire uno degli sguardi più incisivi sulle aberrazioni che nascono dalle regole e le abitudini del vivere sociale. In particolare, Sacred Deer funziona meglio come visione complessiva che nell'analisi delle sue singole scelte. https://slowfilm.blog/2018/01/06/the-killing-of-a-sacred-deer-recensione-2017-lanthimos/

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#Coco è la migliore produzione Pixar da parecchi anni. Parte ispirandosi alla libertà de La Città Incantata, prosegue nel racconto classico e compiuto che continua a sostenere i mondi fantastici dello studio californiano https://slowfilm.blog/2018/01/05/coco-recensione-unkrich-molina-2017/

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#Top10_2017 Cinema e Serie TV. Non il migliore degli anni, ma permette una collezione eterogenea di generi e stili, dà spazio all'animazione e, credo per la prima volta, vede lo stesso regista con due titoli nelle prime tre posizioni https://slowfilm.blog/2018/01/02/top-10-i-migliori-dieci-film-e-le-migliori-dieci-serie-del-2017/

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