Revenant e The Hateful Eight, devo ammetterlo, non regalano lo stupefacente avvio d'anno in cui osavo sperare. Inarritu e Tarantino, ad ogni modo, realizzano due singolari western glaciali e violenti, affogando ancora nel sangue le radici americane https://slowfilm.wordpress.com/2016/01/16/the-hateful-eight-q...
Io il film di inarritu l'ho trovato pessimo. Classico film costruito in ogni sua parte per vincere l'oscar e per consacrarsi come il regista che lo ha fatto vincere a di caprio. Noioso fino alla morte, tutto basato sull'estetica e così poco sulla sostanza. È praticamente una puntata di Bear Grylls di due ore e mezza. Non trasmette nulla, i personaggi non trasmettono nulla, a parte leo buoniffimo amico degli indiani e tom hardy cattivone, che però il dualismo buoni/cattivi può e deve essere più approfondito, altrimenti siamo ai livelli infantili dei classici Disney. Inarritu è come mia nonna, non butta niente. E in effetti ha tenuto qualsiasi scena, paesaggio, piccola inquadratura, che dopo un po' ci si domanda se avesse voluto essere un documentario di linea verde sui paesaggi canadesi. Continuo... ‎- Daffery
Possibili spoiler ma neanche troppo. Ho trovato demenziali le scene di di caprio che appena vede un ruscello ci si butta dentro. Ma davvero con quell'attrezzatura e quel freddo secondo Inarritu questi si lanciavano nei fiumi gelati se non fosse del tutto necessario? E l'inquadratura successiva, con Di Caprio asciutto e il pelliccione fresco di tintoria? Per non parlare di quelle scene tipiche di star wars e rambo che riproporle mi è sembrato un tantinello demenziale non volendone fare una citazione. Quanto a di caprio, basta davvero fare versi per 2 ore e mezzo, facce di sofferenza e alitare sull'obiettivo della camera per vincere un oscar? Manca tutta la parte di recitazione, interpretazione e costruzione del personaggio. Come ho detto prima, non mi ha trasmesso nulla, giusto fastidio. ‎- Daffery
Daffery, con tutto il rispetto: HAHAHHAHA! ‎- Marcello
"Violento fino a diventare disturbante" forse per te, a me non ha fatto alcun effetto. La natura vorrebbe essere coprotagonista, ma è un pallido contorno. Il gelo, la neve, la boscaglia sembrano non esserci per nessuno. Tolto l'orso che attacca Di Caprio, tutto il resto sembra non intaccare nessuno nel fisico e nell'animo. La retorica dell'uomo bianco che è il cattivo e l'indiano che è feroce ma buono ha stufato da ben prima di Balla coi lupi, ricorda, come ho detto prima, un qualsiasi film della Disney in cui è semplice discernere il bene dal male. E infatti è un film didascalico fino alla morte. "Un viaggio emotivo" senza alcuna emozione. SPOILER Tolto il dispiacere per la morte del figlio di Leo cosa rimane? Non si prova rabbia, non si prova compassione, non si prova nulla perché il personaggio è piatto, è banale e scontato. Marcelo, con tutto il rispetto, sa di visto e stravisto, sa di film che preferisce strizzare l'occhio agli Academy piuttosto che creare una narrativa convincente. Non prende alcun rischio, gioca facile e il risultato è un film facilone e piatto. ‎- Daffery
Con tutto il rispetto (lol), Marcello, questa è la tua chiosa "Oltre a quella nei ricordi. Ma anche quelli, sono pieni di dolore. Profonde cicatrici. Lottare per chi si ama. Fino alla fine. Senza fermarsi. Un film da vedere, un viaggio emotivo, nella natura umana e nella natura del mondo. Davvero un grande film.". A dimostrazione che, così come raccontare l'epopea del ritorno, la natura maligna, la vendetta in nome di chi si ama non fanno di per sé un poema omerico, così la sintassi interrotta e la punteggiatura creativa non fanno Alessandro Baricco. ‎- Daffery
Anche se sono meno esacerbato, in molte cose sono d'accordo con Daffery. La fotografia ha un suo impatto, e i momenti "documentaristi" credo siano i migliori, anche se non riescono a influire radicalmente sull'identità e il ritmo del film. Che è così denso di avvenimenti - leggi sfighe - da risultare quasi piatto, una lunghissima introduzione concitata verso qualcos'altro che non c'è. Questo DiCaprio è disperatamente sparato verso l'Oscar, ma come performance non credo ci sia confronto rispetto quel che è stato chiamato a fare in The Wolf of Wall Street. Come ho detto, speravo in un inizio anno fulminante, ma Revenant si lascia ammirare soprattutto da un punto di vista tecnico. ‎- Giuseppe Marino
Sono d'accordo con Giuseppe. Dal punto di vista estetico è chiaramente d'impatto e questo non lo metto in dubbio. Come non metto in dubbio che la regia sia un'ottima regia anche se dal punto di vista tecnico gli manca quel qualcosa che aveva Birdman. Mentre in Birdman l'aspetto tecnico era predominante sulla sceneggiatura ma riusciva a sopperire a quelle mancanze, in questo purtroppo non ci riesce. Semplicemente non basta. ‎- Daffery
A me veramente questo tizio che più prendeva botte e meglio si sentiva la mattina dopo, ha cominciato a far ridere. La notte rigenerante a meno 20 nella carcassa di cavallo a momenti ce la troviamo nelle spa. Ma lo dico con leggera leggerezza, eh. ‎- Giuseppe Marino
Premettendo che è uno dei motivi per cui neanche l'ultimo Tarantino mi ha entusiasmato, i registri sono però piuttosto diversi. Hateful sembra un fumettone con una sceneggiatura teatrale, questo ha un impianto decisamente teso verso la ricostruzione realistica, dagli studi sulle lingue indiane alle effettive prove fisiche. Però sì, molto conta anche la predisposizione personale, in un film così. Il fatto che non mi abbia particolarmente coinvolto emotivamente non significa che in (molti) altri casi non possa funzionare. ‎- Giuseppe Marino
C'è una realtà diegetica, che può anche avere delle leggi diverse da quelle della nostra realtà, ma devono comunque essere rispettate. Birdman costruisce una realtà diegetica dove sono (forse) possibili alcune cose altrimenti impossibili, ed è parte del fascino del film. La (iper)realtà di revenant invece non dichiara di voler rappresentare un mondo diverso dal nostro, anzi esaspera la verosimiglianza di alcune situazioni, evitando di introdurre la finzione anche dove questa, al cinema, è comunemente accettata. Dunque alcuni dettagli sono sbavature e approssimazioni in un film che vuole restituire la forza e la ferocia della realtà, più che sogni filmici, perché del sogno non hanno i presupposti, nè la consistenza, nè la finalità espressiva. ‎- Giuseppe Marino
Come preferisci. ‎- Giuseppe Marino
Una volta tanto sono anche d'accordo con Bordone: "Iñárritu è un regista ambizioso, convinto di quello che fa, sostanzialmente pieno di sé. Fin qui non ci sarebbe niente di strano. Ma è chiaro che ormai pensa di rappresentare una fonte di linfa vitale messicana nello stantio cinema yankee di Hollywood. Con Revenant torna a galla la sua pesantezza che il circo divertito di Birdman aveva nascosto. Ogni elemento del film è ribadito decine di volte, e questa retorica si accumula nel corso dei minuti. Quasi tutte le inquadrature sono controluce, così che il sole con i suoi riflessi nell’obiettivo sia sempre alle spalle di DiCaprio, qualunque cosa succeda. I piani sequenza d’azione hanno sempre quel momento ginnico di troppo che li rende virtuosistici e non solo mozzafiato. Il protagonista come da titolo è morto e rinasce? La cosa succede almeno tre volte, tanto che dopo metà film questa sopravvivenza a tutto sembra una condanna. Poi c’è tutto il tema di nativi, visti come saggi e serafici secondo uno stereotipo talmente antiquato che ormai sembra fantasy. Ci sono perfino delle sequenze oniriche in cui la moglie defunta del protagonista gli appare volante e magica, e ricorda gli spot dei profumi. Il film insomma spinge sempre e rilancia di continuo. Si aspetta che lo spettatore provi dolore fisico quando DiCaprio viene graffiato, strappato, colpito, soffocato, sbattuto, congelato o ustionato; che soffra quando i suoi cari subiscono violenza; che abbia paura quando i nemici lo inseguono, tirano le frecce, i tomahawk, sparano colpi di pistola e fucile; che apra gli occhi davanti a questa critica storico-politica da assemblea di istituto, ripensando al ruolo dell’occidente nel mondo; che percepisca il senso del sublime panteista, dell’appartenenza all’immenso naturale; che creda in un senso metafisico delle cose che gli indiani leggono meglio di lui; che affronti la morte dell’eroe e gioisca della sua resurrezione diverse volte; che abbia sempre presente la bravura straordinaria del regista. Il risultato è che nel corso delle due ore e mezza del film, stufi di essere strattonati da tutte le parti, ci si allontana gradatamente dal film e presto non ci si crede più." ‎- Daffery
Non ho mai preteso di essere né un critico né di avvalorare alcuna tesi. La mia opinione l'ho espressa, il resto lo ha aggiunto Giuseppe,, direi che può bastare. Ho postato quelle parti scritte da Bordone perché l'ho trovata interessante e mi ci ritrovo parecchio. Sono sicuro che Fofi (mi ci trovassi mai una volta d'accordo) ne scriverà una carica di entusiasmo come la tua. Normalmente è uno che si gasa per il topos dell'amore perduto, del ritorno e della vendetta. Trattato così. Nel 2016. ‎- Daffery
Ti ho già spiegato che non era mia intenzione avvalorare alcuna tesi. Ma non è la prima volta che non capisci ciò che ti viene detto, non mi stupisco più di tanto. ‎- Daffery
Che se poi sapessi leggere e comprendere noteresti che Bordone dice cose diverse dalle mie. ‎- Daffery
Anche russi/turchi/americani litigano così tanto su Mokum o è una prerogativa nostra? ‎- lui
@Lui, Steven Perez è una furia, dovresti seguirlo ne vedrai delle belle. ‎- Marcello
beh, ma Bordone e Iosif non dicono cose tanto diverse, eh. In tutto questo, io non voglio litigare con nessuno, mi trovo spesso in accordo con Iosif (maddai) e meno spesso con Bordone, questa volta capita che la pensiamo in modo simile NO FLEIM PLEASE ‎- emme
ma figurati se era mia intenzione fare un fleim su stammerda. Ammetterai che se uno scrive una serie di banalità da temino delle medie e alla fine ti deride pure, ti roda un attimino il culo. Fortuna che poi s'è commentato da solo con le varie risposte che ha dato ai suoi interlocutori. ‎- Daffery
Ma il supporto di chi? Ma che delirio è? Prego Marcè, fatte curà va. ‎- Daffery
non ho la minima intenzione di entrare in questa (meta)discussione. sul film, già detto ‎- emme
Adesso è proprio (meta) e va pure in hide ‎- Marcello