Io quando sento parlare/sfogarsi di lavoro non so mai cosa dire, io l'unica cosa che faccio é cercare un nuovo posto; solo col tempo mi sto accorgendo che la qualità delle offerte é sempre in calando.
a me viene la depre ‎- Batchiara
Io ho cambiato lavoro 4 volte in meno di 4 anni, ho parecchia depre e sempre più paura di passare dalla padella alla brace. Proprio non capisco se sto sbagliando qualcosa di fondamentale io (comunque non mi sento di escluderlo) o mediamente tutte le aziende lavorino di merda per vocazione e siano organizzate ancora più di merda. Nel senso, da qualche parte ci sarà pure qualcuno soddisfatto e/o che lavora bene? ‎- davide
È come se vivessimo tutti lo stesso incubo: per motivi diversi schiavi di una situazione che non riusciamo a sbloccare, nemmeno cambiando lavoro.. :( ‎- Nick
Io vorrei tornare in Italia ad un certo punto, se guardo la situazione lavorativa non se ne parla proprio. ‎- hiraedd
La mia (forse non troppo) magra consolazione è che comunque non lavoro in miniera (come mio nonno) e nemmeno in fabbrica (come i miei genitori), che le offerte di lavoro non mi mancano (non ho mai fatto mezzo giorno di disoccupazione in 11 anni - più che altro sto facendo fatica ad andare in ferie...), sono riuscito anche a migliorare la situazione economica. Non ho mutui o problemi economici, quindi molti direbbero "a posto così". A parte il fatto che dal 2013 non trovo un posto in cui riesco a resistere per più di 12 mesi. ‎- davide
Ah ma allora non sono solo io, ed essendo io relativamente niubbo del mondo del lavoro questo incontra perfettamente il mio sospetto che negli ultimi anni l'offerta sia decisamente calata. La mia impressione è che da un po' di tempo a questa parte almeno in Italia tutto quello che riguarda l'IT (quindi anche comunicazione, e qualsiasi cosa fai davanti a un teleschermo che non sia giocare a solitario in una PA) o si vende tanto al chilo, oppure non trova più mercato. ‎- blaster @ localhost $
Nel mio campo le.offerte sono finite tipo 15 anni fa. Da 8 anni a questa parte la morte della morte, proprio. Qualità dell'offerta? Io direi proprio assenza, dell'offerta. ‎- did
Io l'ultimo cambio di lavoro è stato nel 2008, grazie al fatto che ero richiesto ho strappato un buon contratto economicamente; se provo ora a cercare un nuovo posto, con qualifiche più elevate, questo paradossalmente è un limite. ‎- Jakalicius
(quindi e infatti, faccio tutt'altro. Situazione mediocre, che mi fa arrivare a mala pena e col fiato corto alla fine del mese, ma che mi devo tener stretta perché altro non c'è) ‎- did
Si beh a Roma se provi a chiedere più di un tot per programmare ti guardano come se fossi un alieno. ‎- blaster @ localhost $
@did: ecco, quello che ti fa deprimere è l'assenza di prospettive migliorative @blaster: è quello che dico a mio fratello, essere operativo limita , in Italia, le richieste che puoi fare devi rivenderti come project manager o similari. ‎- Jakalicius
da programmatore che è diventato project manager: vi assicuro che fare il giro, vederne un po' di tutte e raggiungere rapidamente la saturazione del mercato (e delle proprie palle, per usare un francesismo) è molto realistico. ‎- davide
Mah guarda, io ti parlo della mia situazione che in confronto è idilliaca: sono un programmatore, non ho alcuna intenzione di fare il manager, ho un buono stipendio, mi sto guardando intorno e vedo un panorama desolante con *pochissime* aziende oltre la mia che potrebbero offrirmi qualcosa di nuovo/normale/entrambi. Non devi manco arrivare alla saturazione del mercato: ti basta fare due colloqui per renderti conto che magari dove sei è oro, o guardare anche solo le job description ‎- blaster @ localhost $
Ho lavorato per 8 aziende in 11 anni, due o tre colloqui li ho fatti. Il capitolo "riconsiderare le proprie sfortune alla luce di quello che si ha" lo ho imparato a mie spese. Ad Aprile ho cambiato lavoro, e avevo sul piatto due offerte: ho scelto quella economicamente inferiore e meno "rischiosa" (indeterminato vs. partita IVA). Soprattutto ho scelto di andare a lavorare in un'azienda sconosciuta invece di tornare a lavorare con una persona con cui ho lavorato per anni, e che per altro professionalmente mi ha insegnato molto (che se l'è anche presa a male probabilmente, e non lo biasimo). E ora dopo tre mesi sono qui che mi trovo di nuovo nella situazione in cui mi sono trovato dal 2013 a oggi: essere in una nuova azienda e dopo pochi mesi sapere già che non sarà un posto in cui cresco o combino qualcosa di rilevante. Probabilmente è davvero un problema mio, dovrei farmi un bell'esame di coscienza e capire se è davvero questo il lavoro che voglio fare, perché qualsiasi decisione io prenda (lavorare per startup, piccole aziende, aziende medie, multinazionali, fare scelte non ovvie, ecc.), sbaglio. ‎- davide
qui ci vuole il parere di @ubikindred ‎- giuliagatterina
@davide forse abbiamo lo stesso problema. Io già dai colloqui non mi sento ispirato dalle aziende, il problema è che c'è stato un periodo in cui sono stato veramente a) contento di fare questo lavoro al 101% b) conscio di star intraprendendo un percorso di crescita bestiale. Ora, mi sto facendo un esame di coscienza mooolto simile al tuo ultimamente, e sono giunto alla conclusione che quello che mi interessa è un percorso che mi introduca ad essere un potenziale CTO di una società (anche piccola) di prodotto. Probabilmente tu non vieni semplicemente messo in condizione di agire potendo prevedere tutte le conseguenze, perché non ti vengono date tutte le carte a disposizione, che è il problema che ho io. Probabilmente un disoccupato ci legge e dice "questi stanno fuori" ma I feel you bro ‎- blaster @ localhost $
Sono soddisfatto e lavoro bene. Ma se dovessi cambiare per qualche motivo catastrofico non è ovvio che potrei trovare velocemente un altro lavoro interessante in Italia. ‎- Marco d'Itri
La situazione è immensamente peggiorata. Ho un amico, sistemista bravo, che ha perso il lavoro (a torino). Una volta un sistemista bravo se lo lasciavi cadere non toccava per terra, lui ci ha messo mesi e ha dovuto accettare un notevole calo dello stipendio. ‎- Massimo Morelli
Ho toccato il mio apice di qualita' al lavoro penso 4-5 anni fa in un progetto allucinante (era sulla rotta del disastro e dovevamo farlo ritornare in carreggiata), fini' con un successo, ma avevamo messo in piedi skill e ottima organizzazione del lavoro, dopo a parte un picco in Svezia ho visto lo sfacelo, sia in Italia, Germania, UK ed Irlanda. Fare software e' difficile (e @blaster fare prodotti ancora di piu'). ‎- Sciack metallurgico
@sciack sono d'accordo, fare software è veramente da panico ma negli ultimi anni le soddisfazioni più grandi che ho avuto sono state proprio quelle di prodotto, pensa che l'anno scorso ho terminato un progetto quasi biennale, che non solo era partito coi peggiori pressuposti, ma pare che adesso stia pure vendendo a scoppio :D solo che mi sono stufato di farlo in consulenza diciamo ‎- blaster @ localhost $