La prima del Manifesto di domani. Non so, faccio fatica ad avere un'opinione chiara a riguardo. Serve? Forse. Ma non so.
Io non ho direttamente idea di cosa tu stia parlando. ‎- Batchiara
io un'opinione ce l'ho: uno schifo immondo. schifo loro, e gli altri che gli sono andati dietro a fare addirittura - come l'huffington post - una fotogallery. ‎- MU
Tanto triste quanto vera. Non so se nasconderci sempre dietro a un dito porti a qualcosa. Forse in un paese di ipocriti razzisti teste di cazzo non è poi una scelta tanto sbagliata ‎- Daffery
occristo ‎- Batchiara
occristo+1 ‎- ironicmokum
Mah ‎- Ubikindred
No ‎- barbottina
Non mi limito alla pubblicazione della foto tout court (sulla quale sono tendenzialmente in disaccordo ma con riserva), è quel titolo che mi si è piantato in testa e non fa che disturbarmi. Mi ha riportato alla prima di Charly dopo l'assalto, a chiedermi cosa sia opportuno e fino a che punto. Non so. ‎- LeClou (matteo)
(Ciao max, chi non muore si rivede) ‎- LeClou (matteo)
Non c'era bisogno di alcun titolo, nella foto c'è già tutto. Ma a me quella foto lì mi ha fatto piangere, sul serio. ‎- Sabrina Briganti
Mi fa piacere che anche di fronte alle tragedie si proceda con gli arguti calembour. Complimenti. ‎- signora maria bianca del rio
Forte, quasi troppo. Ma, come Daffery, penso che in un Paese di razzisti quale siamo forse, ma solo forse, può servire. ‎- Chiara75
la foto è più che sufficiente. il titolo è uno sfoggio inutile di non so dire neppure io che cosa. In questi giorni sono girate parecchie foto simili purtroppo sempre accompagnate da commenti o strali che alla fine hanno distolto l'attenzione dal tema. ‎- GG Blutarsky
sono tentato di dire come chiara75, solo che queste foto e questi titoli fanno male solo a chi già sta male, ai razzisti non fanno nè caldo nè freddo (anzi pensano uno di meno) ‎- chiagia (чхиагиа)
Io ho pianto. L'ho vista stanotte e non sono riuscita a riprendere sonno per un bel po'. E se ci ripenso, alla foto, mi rimetto a piangere. E la penso come chiagia, purtroppo i razzisti se ne fregano. Il titolo non lo voglio nemmeno commentare e tutta l'operazione del Manifesto la trovo decisamente disturbante, come un voler usare una cosa del genere per far parlare non della tragedia in se ma della pubblicazione stessa. Per riassumere, ribadisco il mio NO ‎- barbottina
difficile avere opinioni nette. mostrare il martirio è un atto legittimo di rivendicazione e difesa dei deboli. ma farne un’operazione giornalistica (colpendoci poi a bambini in faccia, come si usa dire in letteratura quando un autore cerca di commuoverci per portarci dalla sua parte in modo subdolo - invece che usare il corpo di un adulto ad esempio) lascia perplessi sull’onestà dell’operazione. farei comunque anche un’altra riflessione: considerato che i bambini muoiono nel mediterraneo da 20 anni buoni (e ora non ne muoiono di più, anzi, in passato abbiamo avuto vere ecatombi nel canale di sicilia), il fatto che ora la notizia abbia questa esposizione io penso sia dovuto a: 1. ora la notizia vende mentre prima nessuno nel pubblico se la cagava (ricordo perfettamente a fine anni ’90 la disperazione dei volontari a lampedusa nel constatare l’indifferenza generale con cui i loro racconti di annegamenti di massa venivano accolti in italia): questo cambiamento può anche essere una cosa buona, in fondo le coscienze si risvegliano lentamente. se non che temo che il punto precedente invece si debba a: 2. ora possiamo usare la cosa contro salvini come arma di battaglia politica. è salvini che ci indigna di più, è salvini che fa vendere e suscita interesse e indignazione e ripulsa e desiderio di combatterlo. se fossero i bambini il nostro problema, non ci saremmo svegliati 20 anni fa? ‎- bgeorg
(vi leggo e ci rifletto su) ‎- ladyvalmont
(rimetto il link perché non funzionava) http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/04/19/news/immigrat... ‎- bgeorg
questa l'avete vista, sì? http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/26819/il-g... (per dire con chi abbiamo a che fare) ‎- garibaldi
il titolo fa assomigliare "il manifesto" a "il giornale" o "libero". credo non debba aggiungere altro. ‎- Laila
garibaldi: sì ma non mi pare pertinente. eviterei di trasferire anche qui la discussione su quanto i rappresentanti di partiti che non ci piacciono siano eventualmente deficienti. ‎- bgeorg
Indecente. Serve a cosa? Quelli a cui importa sanno già, quelli a cui non importa non cambieranno idea. ‎- Lester
Ma veramente alcuni di voi pensano che il problema sia la foto e il titolo e non quello che è successo e continuerà a succedere finché l'opinione pubblica mondiale continuerà a pensare che non c'è nessuna possibilità di vivere in un mondo migliore di quello attuale? ‎- Sei Dee già Pulp
Magari a quelli che li considerano solo dei numeri. Può servire. Siamo la civiltà dell'immagine, dopo tutto. ‎- Chiara75
sei dee, non pensare che i tuoi interlocutori siano dei subumani privi di etica potrebbe essere utile nelle conversazioni. ovvio che il problema è l'altro e non questo. tuttavia questo esiste come fatto autonomo e può essere discusso in sé. altrimenti qualsiasi evento o posizione è giustificabile se io ci metto davanti una foto toccante. ‎- bgeorg
È un po' di ore che ci penso e non riesco a farmi un'opinione precisa, né cosa avrei fatto io al posto di varie testate. Tutto quello che posso dire credo. ‎- Braga
Ho il sospetto che ci abbiano scritto saggi su saggi. Vado a cercare. (Così, di getto, penso che abbiano fatto bene a pubblicare. Quel titolo mi disturba, ma l'immagine doveva essere vista) ‎- ladyvalmont
Le immagini hanno un potere evocativo che è molto più forte di quello delle parole. Soprattutto è più immediato. Il nostro è un tempo di parole velenose e spesso ipocrite (invasione --> aiutiamoli a casa loro) che letteralmente inondano il cosiddetto circuito informativo. Una prima pagina come quella de Il Manifesto è un modo di fare informazione che cerca di restituire la complessità e il dramma di tutto quello che viene quotidianamente strumentalizzato e distorto. Io sono convinto che i miei interlocutori siano perfettamente in grado di comprendere questa dinamica e per questo ponevo la domanda retorica del precedente commento. Con le tragedie di ogni tempo bisogna fare i conti per cercare di capire se ci sono responsabilità che noi come comunità umana abbiamo e se ci sono scelte che noi come comunità umana possiamo fare per evitare che queste tragedie avvengano di nuovo o addirittura che si incrementino. ‎- Sei Dee già Pulp
abbi pazienza per il mio appunto precedente, ma penso che l'ecologia delle discussioni sia una cosa seria. per il resto, mantengo il mio doppio binario. giusta la battaglia per difendere i diritti, legittimo utilizzare i mezzi di comunicazione, resto perplesso sulla specifica scelta emozionale e vagamente ricattatoria. e a margine mantengo il tragico dubbio che ora ci motivi di più esprimere l'odio politico per salvini che non salvare gente che muore da 20 anni nell'indifferenza generale. ‎- bgeorg
Il titolo di oggi del Manifesto è in linea con i titoli che propongono da decenni. Solo che questa volta somiglia alla barzelletta di Hitler che chiede alla bambina ebrea quanti anni ha. ‎- Snowdog
Io mi rifiuto, ancora oggi, di abituarmi al fatto che vengano mostrate le immagini dei cadaveri, adulti o bambini, soprattutto se con fattezze riconoscibili. Che venga fatto agitando motivazioni di battaglia politica anziché di morbosità acchiappa-audience (che poi è: dobbiamo acchiappare l'audience morbosa per un nobile scopo) mi pare che peggiori la cosa ulteriormente, da tutti i punti di vista. ‎- Duiglio
Come hai detto tu, il risveglio delle coscienze è lento e, aggiungo, va accompagnato. Non pretendo che sia una sola immagine a cambiare il mondo, però può essere un piccolo tassello. 20 anni fa non c'era l'interesse generale sulla questione, adesso però c'è e se ne parla tutti i giorni. Alla fine ci cambia qualcosa se è una trovata commerciale contro Salvini o semplicemente giornalismo? Secondo me no, mi interessa che abbia effetto il messaggio. poi sono sicuro che questa immagine smuoverà molto di più le coscienze di chi già la pensa diversamente da Salvini, mentre i leghisti e razzisti d'Italia si nasconderanno dietro al dito di "noi lo diciamo di aiutarli a casa loro, voi siete quelli che li istigate a venire", ma va bene lo stesso, accetto di vedere un po di realtà , di sentirmi piccolo così e di vergognarmi un po nel mio intimo. ‎- Daffery
- (...) Tra liberazione e libertà c’è un abisso. L’Ungheria di oggi dimostra che quel percorso forse è stato iniziato un tempo, ma non si è mai concluso. Forse in questi anni sono stati fatti anche molti passi indietro. Per lo stesso motivo non mi sorprende la Boemia, e nemmeno il ritorno della marchiatura numerica. Ognuno reagisce alle condizioni eccezionali in relazione a ciò che ha vissuto, visto fare e ripropone le pratiche che hanno funzionato. “Marcare un individuo” significa “non perderlo di vista”, ma soprattutto non avere il problema di domandarsi nulla intorno alla sua persona, alla sua identità. Un numero: cosa c’è di più rapido per certificare qualcuno e, allo stesso, tempo stabilire un rapporto di potenza tra chi è “la legge”, “la regola” e chi è “fuorilegge” e dunque non detentore di diritto? Se c’è una memoria nella marchiatura, nel numero sull’avambraccio, questa non sta nella scrittura del numero. Sta nel codice cui quell’atto allude. Con quel codice i “liberati” di ieri, dimostrano di non aver fatto molta strada sul percorso verso la libertà. Per questo non credo alla smemoratezza. Quell’atto dice che si ha perfetta memoria del passato, di come si comportavano i “padroni di prima” e che si è fatto tesoro dell’efficacia di quell’oppressione: della sua radicalità nell’opprimere e nella sua efficacia nei risultati. (segue) ‎- Sei Dee già Pulp
--> E’ l’Europa peggiore quella che abbiamo oggi di fronte? Forse. Tuttavia anche se fosse è un’osservazione banale. Credo sia necessario essere più radicale. Europa è un progetto che per molti anni ci siamo raccontati come un “paradiso” come un mondo perfetto, come un quadro utopico, spesso non facendo i conti con il mondo che intorno a noi, oltre le frontiere, anche quelle prossime, soffriva molto. Senza condividere uno sforzo di progetto. Europa è stato spesso un sogno “egoista”. Perché? Il futuro era per noi europei un diritto acquisito con le sofferenze di prima, nell’età dei totalitarismi. Da quell’età siamo usciti da tempo e abbiamo pensato che ci dovesse essere riconosciuta una tregua (tendenzialmente un tempo eterno di benessere). Pensando in breve che il peggio lo avevano vissuto le generazioni che ci avevano preceduto e a noi spettasse solo il compito e la condizione di “godere”. Non era così. Quando improvvisamente il mondo con le sue sofferenze, con le sue pene, ma anche con la sua rabbia, si è ripresentato a noi, non eravamo pronti né a rispondere, né ad assumerci la nostra porzione di responsabilità di “patto per il futuro”. (segue) ‎- Sei Dee già Pulp
--> Semplicemente abbiamo pensato che quel patto non riguardava altro che noi e al più gli inviati alla nostra tavola. Com’è noto gli invitati sono graditi se non prendono loro l’iniziativa di invitarsi. Se questo accade, allora bisogna prendere dei provvedimenti. Anche per questo sono ritornati in campo i numeri. Nei momenti di panico, quando si tratta di prendere velocemente delle decisioni, allora torna buona la memoria del passato. http://www.glistatigenerali.com/integrazione_politiche-comuni... ‎- Sei Dee già Pulp
vi leggo dopo, bene, con calma. Ché, non si fosse capito, le vostre opinioni mi interessano molto. In compenso mi sento di dire che sì, effettivamente, si parla molto del dito che indica la luna. Mi chiedevo, se su quel dito c'è scritto "porcodio guarda la luna!" ha un valore diverso parlarne? (son confuso, lo so, voletemi bene uguale) ‎- LeClou (matteo)
quella di Calabresi, per esempio, è un'argomentazione. Condivisibile o meno, ma almeno se ne capisce il senso. ‎- LeClou (matteo)
non c'è bisogno di vedere quella foto, nel profondo lo sappiamo tutti che è indecente quello che sta succedendo, che bisogna solo organizzarci per fare posto. Io per me farei un ponte umanitario con la Siria per far arrivare sani e salvi donne vecchi bambini e anche tutti gli altri. Credo però che chi non la pensa come me non cambierà idea vedendola, non serve a niente. E quindi no, ci vuole rispetto, le foto dei morti bambini no. ‎- barbottina
a me la foto di un bambino morto fa lo stesso effetto di quella di un 27enne morto ‎- ellofizgherard
@ello forse non è molto razionale ma a me no, assolutamente ‎- barbottina
infatti a quasi tutti gli altri no per quello che sta succedendo tutta sta polemica ‎- ellofizgherard
Quel pezzo di realtà in quanto reale e in quanto evitabile va mostrato. Fa male? Deve fare male! Se non facesse male, allora sì che ci sarebbe qualcosa che non va. Ma il punto è: perché prendersela con chi vi mostra quel pezzo di realtà che fa così male? Quello è (o meglio dovrebbe essere) esattamente il loro lavoro. Se chi fa informazione va criticato, va criticato quando omette o peggio ancora mistifica. Non quando mostra la realtà, per quanto dolente. ‎- Sei Dee già Pulp
io continuo a cambiare idea a seconda del vostro commento che leggo ‎- chiagia (чхиагиа)
Mostrare pezzo di realtà che fa male è okkeione. Scriverci sopra un titolo che pare il guerin sportivo è da minchioni. ‎- effemmeffe
Guarda che oltre al titolo c'è il catenaccio. Magari nell'immagine non si legge bene: «Non ha nome, non avrà terra: è l’immagine choc del piccolo profugo siriano trovato cadavere sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo. E mentre l’Unione europea si dissolve sulla chiusura delle frontiere, il governo della Repubblica Ceca identifica i migranti «marchiandoli» con dei numeri. A Budapest profughi ancora bloccati alla stazione». Questa è la realtà di oggi. ‎- Sei Dee già Pulp
Ma a cosa servirà la foto? io che sono rimasta sconvolta guardandola cosa posso fare? ‎- barbottina
Continuo a pensare che chi è d'accordo con Salvini non cambierà idea ‎- barbottina
@barbottina: "Io per me farei un ponte umanitario con la Siria per far arrivare sani e salvi donne vecchi bambini e anche tutti gli altri"; anch'io. Realisticamente è realizzabile? (svuotare un intero paese, di 18 milioni di abitanti, e spostarli dove? come?). Penso di no. Concediamo l'asilo a tutti? Sono d'accordo: ma quel bambino non è morto perché gli hanno rifiutato il diritto d'asilo: è morto prima ancora di poterlo chiedere (oltre a tutti i suoi coetanei che sono morti in Siria, senza nemmeno essere riusciti a scappare). L'unico modo per salvare quei bambini è far finire la guerra. Come? L'ingerenza umanitaria abbiamo visto che non funziona. Forse di queste morti ci fa stare più male di tutto il senso di impotenza e di frustrazione. ‎- Lester
Serve a spingere le persone a informarsi di più. Qui, per esempio, si scopre chi è quel bambino e come ha fatto quella fine: http://news.nationalpost.com/news/canada/drowned-boys-family-... La notizia poi viene ripresa dagli altri quotidiani: http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/03/news/la_famiglia_d... Se le persone che si informano riescono anche a maturare una coscienza critica che porta a differenti azioni politiche, non ci saranno altri esseri umani morti in mare per migrazioni fatte con mezzi di fortuna. ‎- Sei Dee già Pulp
Sì, questo è vero, impotenza e frustrazione ‎- barbottina
Io ho notevoli dubbi che siano possibili azioni politiche che potrebbero impedire quelle morti. ‎- Lester
No Lester, azioni politiche se ne possono fare eccome. Magari non li salvi tutti tutti ma meglio di così si può fare ‎- barbottina
ah i bei tempi in cui la marina militare invadeva valona e l'albania per fermare i barconi dei migranti e poi ce li vedevamo passare davanti le nostre navi militari perchè non potevamo fermarli... non ufficialmente almeno ‎- tepepa uhuhuhuh ahah illusion
Mi è caduto l'occhio sulla seconda notizia della prima pagina del Manifesto: "Toto-cattedra: al via l'ESODO degli insegnanti" ‎- Snowdog

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