dovrei essere a letto da un po', ma stasera fa caldo, e mi è venuto un pensiero, anche a seguito di una discussione quassù. Io faccio parte della generazione digitale, quella che ha vissuto gran parte della smaterializzazione di vari aspetti della nostra vita. Come la musica, ad esempio. Dalle cassette, dai vinili, ai cd, agli mp3 e ora agli store in abbonamento. O i libri, ora comodamente kindleabili (o kobolabili se volete). O i film. Ecco. Mentre su libri, film, telefilm etc non ho problemi a passare al digitale totale, anche in abbonamento, con la musica non ce la faccio. Proprio no. Compro vinili. Badate, al fondo della questione non c'è una questione di feticismo. Forse è una componente, ma davvero minima. È questione di fruizione. Un libro, che sia digitale o stampato, vuole la mia attenzione. Totale. E non c'è apprezzabile cambiamento da un mezzo all'altro. Ancor più per i film o le serie tv. Che sia il computer, la smarttv, quel cazzo che vi pare, sto lì davanti e guardo. Con la musica in streaming, proposta, playlistata, cincischiata, l'ascolto è diventato un flusso senza capo né coda, saltando di palo in frasca. Ascolto molta musica in macchina, e lì -ancora ancora- potrebbe starci. Ma quando posso preferisco un cd, oppure un programma radio, di musica (su Radio Capital capita spesso), in cui la scelta è mediata da un pensiero e da un gusto, non da un algoritmo. Magari pure con due spiegazioni.
E quando davvero voglio ascoltare, magari senza una distorsione digitale da compressione da far venire i brividi pure ad un sordo, accendo il vecchio Thorens, metto il vinile su e ASCOLTO. faccio quello. Magari ballo con mia figlia, nel mentre. E dopo quattro/cinque brani, cambio lato. È scomodo. certo. ma è ASCOLTO. Ho provato spotify, per tre mesi. Alla fine ho disdetto. Non voglio ascoltare quantità enormi di musica. Voglio ascoltare davvero musica buona, che mi piace. E alla fine non è poi molta. ‎- Morloi Ornitorinco l'ha Ingoiata
concordo più o meno con tutto. solo un appunto: le nuove generazioni non "comprenderanno" mai come sia possibile che in passato tutti i diversi media tra loro erano fruibili con dei "dispositivi" dedicati, mentre adesso praticamente sono "associabili" sempre ad un solo strumento: in estrema sintesi e per estremo, radio, tv, musica, fotografia, disegno libero adesso possono (?) essere tutti gestiti da un tablet. mi viene in mente lo streo che avevo in casa quando ero piccolo: era alto un metro e dentro c'era giradischi, mangianastri, lettore cd, radio, amplificatore e casse grandi: adesso ho tutto su un portatile (...zziarcà, da piccolo abitavo pure in una casa che è il triplo di questa dove sto, e lo spazio per tutto quello c'era) ‎- ostelinus
per quanto riguarda spotify: io sono abbonato: il motivo della scelta è semplice: spotify (o una volta last.fm) ti permette di "avere accesso" in maniera comoda ad un sacco di musica che altrimenti non conosceresti o ti spalleresti a conoscere. senti un brano... recuperi il titolo... apri torrent... non trovi il disco... apri emule... trovi il rar ma fa cagare o è un fake... MAI PIU'. con spotify e simili è tutto a portata di click. è la mia nuova radio, senza pubblicità e con memoria di quello che ascolto. che spesso è anticamera dell'acquisto. per me questo è "rivoluzionario" ‎- ostelinus
non lo so, non lo so. anche io quando l'ho provato ho avuto questo stesso pensiero. però non ha funzionato PER ME (quindi non pretendo certo la valenza globale delle mie asserzioni). Sto tentando di capire perché non ha funzionato. Per scoprire musica nuova leggo, oppure gironzolo su youtube. poi quando l'ho trovata, e mi piace, la compro (non il solo supporto digitale, che è troppo labile, non ha un suo "posto" - per i libri sostanzialmente è diverso, un posto ce l'ha). Nin zo. ‎- Morloi Ornitorinco l'ha Ingoiata
Secondo me ci sono due livelli che possono convivere. Il livello "esplorativo" che grazie a Spotify ti consente di accedere a cose che magari non sentiresti mai sulle radio e poi il livello più profondo dell'ascolto "possessivo", ma che riservi solo a una selezione, a pochi amori. E che può essere materiale per feticismo o per gusto acustico. ‎- asended
fondamentalmente non permetto a nessuno - programma radiofonico, spotify o algoritmo che sia - di scegliere la musica per me ‎- plus1gmt
Comunque su spotify non è mica obbigatorio affidarsi agli algoritmi e ascoltare musica casuale; io ad esempio non lo faccio mai. Ascolto le mie playlist o, ancora meglio, playlist curate da altri dove trovo le novità. ‎- mattiaq
Secondo me stiamo mettendo insieme livelli diversi e cioè supporto fisico vs musica liquida, playlist vs dischi e abbonamento flat vs acquisti singoli. ‎- Andrea Tassi
@mattiaq io tendenzialmente non ascolto playlist, ascolto dischi. Sì concordo con @tassonik, i livelli sono molteplici, ma alla fine in questi tre mesi mi sono accorto che ascoltavo su spotify roba che avevo già comprato. Probabilmente non è semplicemente la mia cup of tea. Per esempio, su spotify, mi manca, per essere utile alla scoperta di nuova musica, la componente "social", di recensioni, di consigli, di valutazione. Cose che invece ritrovo molto semplicemente su blog di musica o seguendo qualche dj/esperto/musicista su facebook. ‎- Morloi Ornitorinco l'ha Ingoiata
io uso spotify al lavoro e incidentalmente per: 1) scoprire quando gruppi che seguo suonano in zona, e 2) ascoltare gruppi potenzialmente sconosciuti che suonano in zona prima di buttare 1h per andarli a sentire e scoprire che facevano cagare. Poi non appena trovo compro. ‎- Peter File